JARBOE – The Cut Of The Warrior

Pubblicato il 09/01/2019 da Davide Romagnoli

Metalitallia :

“The true and genuine Pythia of the American underground”

In un periodo in cui il cantautorato femminile più sperimentale sta dando alcuni dei suoi frutti più maturi, intriganti e più riusciti è bene non dimenticarsi di uno dei personaggi più rappresentativi per questa dinamica. The Living Jarboe è infatti stata uno dei primi esempi di cosa volesse dire trascendere generi, barriere e concezioni musicali contaminando lo spirito di rumori, evocazioni, distorsioni, sospiri. “The Cut Of The Warrior” è una sorta di nuova compilation di brani di cui vengono presentate talvolta più versioni, sottoforma di differenti mixaggi, ma che si presentano come un andamento unico e omogeneo. Un percorso per ritrovare il minimalismo della dea ex Swans, della collaboratrice di Neurosis e molti altri idoli della scena della musica estrema, vera e propria Pizia dell’underground americano. Un percorso per tornare a riconoscere nella poesia trascendente di Jarboe alcune delle sensazioni più intriganti che la musica spirituale possa dedicare al cuore e all’orecchio dell’ascoltatore. L’iniziale “Wayfaring Stranger In The Bardo” è infatti una colonna sonora minimale di un sentiero evocativo, dove il buddismo si configura come anelito per la conoscenza di sé e degli altri, in poche note, in poche parole, in pochi suoni che colpiscono forte nella loro essenza soffusa. In “Karuna” i vocalizzi della cantautrice statunitense diventano quelli di una sirena, tanto celestiale quanto infernale, in un momento di rara trascendenza sonora, in cui organetto e un lieve accompagnamento percussivo tracciano il percorso. Anche nella versione remixata (Byla Mix) i synth e le chitarre recuperano il tutto donando una veste di grande pad atmosferico e miscelando il tutto dentro un’unica pasta, quasi indistinta, ma di una bellezza rara. Nella finale ripresa di “GodGoddess” c’è una luce finale, delicata, come un grande abbraccio sonoro. Dice Jarboe in merito al retroscena religioso e sacro che permea il lavoro: “”Il praticante Chöd cerca di sfruttare il potere della paura attraverso attività come i rituali nei cimiteri e visualizzazioni in grado di offrire i loro corpi in una festa tantrica per mettere la loro comprensione del vuoto per il compito ultimo”. Immergersi nella sacralità del buddismo sembra dover essere la prerogativa per accedere a queste profondità ma in questo caso la forma dell’album risulta capace di essere fascinosa di per sé, senza necessariamente doversi tingere di così tanta complessità. La musica sperimentale tante volte soffre dello spettro di voler offrire più di quanto si possa generalmente sostenere entro i canoni di una certa estetica funzionale all’ascolto. In questo caso “The Cut Of The Warrior” riesce ad inserirsi come un prodotto che riesce ad entrare da subito dentro all’ascoltatore, ma è soprattutto in grado di mostrarsi in tutta la sua profondità, nei suoi abissi reconditi, nelle sue evocazioni più potenti attraverso un minimalismo ricercato. La sacralità di Jarboe è, in questo nuovo corso della sua poetica, intagliata come una ferita di una guerriera, profonda, pulita, forse letale, forse cicatrice di una grande storia.

Viola Noir :

Год назад Jarboe альбомом As Mind Dissolves As Song Begins продемонстрировала концепт из абстракции, мистической эклектичности, The Cut Of The Warrior основан на тематике из духовной традиции чод (одна из школ буддизма). Как следствие — он более спокоен и монолитен. Здесь практически нет контрастов — четыре трека представлены как четыре ступени одного процесса. И их вариации в виде миксов и репризы.

Сакраментальные tribal/new age литания Wayfaring Stranger in The Bardo GodGoddess преобразовываются в пульсирующий neoclassic/dark folk этюд GodGoddess, а затем в Feast, где ritual ambient составляющая выходит на первый план. Karuna уже идет как полноценный ритуал. Byla показывает более «приземленную» и вместе с тем безмятежную сторону оригинала, версия Wayfaring Stranger in The Bardo от End Christian придерживается experimental/noise ambient эстетики, а GodGoddess Reprise выдержан в dark synth/ethereal тонах.

Тонкая, но впечатляющая работа. Характерная для Jarboe, вне времени, вне пространства, отсекающая привязанности и страхи.